novembre 26 2009
ZogaroS & EMANUELE JORMA GASPERI  

 
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categoria:emanuele jorma gasperi, zogaros
novembre 17 2009

Civiltà contadina e tradizioni popolari, Molise

Domenico Donatone
La poesia dialettale molisana


I parte | II parte | III parte (pdf)
http://www.retididedalus.it/area.htm

(Fotografia da: Civiltà contadina e tradizioni popolari)

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novembre 14 2009


ALESSIA D’ALESSANDRO

http://www.myspace.com/alessia39dale
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novembre 12 2009

VINICIO D’AMBROSIO 
IL REGNO DEL MOLISE/3

 

H

o letto l’intervento di Manuela Petescia su Cavalli Sanniti.
Anche se ormai non mi stupisco più, ci risiamo! Non capisco perché mi si vuole tirare per i capelli nello scontro “feroce” in atto tra Telemolise e Nuovo Molise, Iorio e Ciarrapico.
La Petescia, bontà sua, ritiene che il mio libro (404 pagine più l’appendice) sia «un restyling di articoli di stampa, in particolare di Nuovo Molise». Liberissima di crederlo. Non dipende da me, ad esempio, il fatto che sia il solo Nuovo Molise e talvolta, ma con minore evidenza, Primo Piano, a riportare le richieste di rinvio a giudizio avanzate nei confronti di Michele Iorio. Non lo fanno gli altri quotidiani, che semmai riportano le repliche del presidente o della Giunta ignorando gli argomenti e motivazioni che hanno originato le repliche stesse.
Guarda caso, un analogo rimprovero mi è stato rivolto da chi ha osservato che il consigliere regionale Petraroia nel libro è citato una trentina di volte.
Ma che ci posso fare se Petraroia è uno dei pochi consiglieri regionali che come ho scritto «svolge quella funzione di controllo e di critica che dovrebbe essere prerogativa della minoranza»?
Non intendo cadere nel tranello Iorio-Ciarrapico.
Perché, secondo la Petescia, avrei dovuto riportare le “numerose e gravissime vicende giudiziarie di Ciarrapico nel capitolo dedicato all’informazione regionale”?
Ha forse gestito e gestisce le risorse della Regione Molise?
Se, in Molise, voglio parlare di malapolitica e di gestione clientelare, debbo necessariamente concentrarmi su chi governa.
La Petescia, nella sua foga, mi dà la colpa di far assurgere Ciarrapico a paladino della legalità. Quando mai l’ho scritto? Ho scritto, invece, che «Nuovo Molise, dopo aver affiancato acriticamente Iorio per anni, si distingue oggi per le sue forti campagne di denuncia a favore della legalità».
C’è qualche altro organo di informazione che abbia rivolto direttamente, in prima pagina, un invito alla Procura della Repubblica di Campobasso ad attivarsi nelle inchieste, come ha fatto Nuovo Molise il 9 ottobre 2007: «Ancora notizia criminis Procuratore Generale?»; o che scriva «Questione morale, questa sconosciuta.
Il presidente e 2 assessori, il futuro vertice dell’assise e tre consiglieri: tutti indagati
» (24 giugno 2009)?
Oppure, per limitarci all’attualità, prendiamo i titoli dei quotidiani di ieri sulla scandalosa istituzione, da parte del Consiglio regionale del 10 novembre, di tre nuove Commissioni speciali.
Nuovo Molise: «CHE VERGOGNA» in prima, a tutta pagina e in rosso.
Primo Piano: «Regione, sì a nuove commissioni» in prima, a tutta pagina.
Il Quotidiano del Molise: «Commissioni speciali. La minoranza ostruzionista non riesce a bloccarle» in prima, richiamo piccolo.
Il Tempo Molise: «Commissioni. Bagarre in consiglio» in prima, richiamo di pochi centimetri.
Personalmente, la penso come il redattore di Nuovo Molise.
Considero tali Commissioni (ben otto, primato assoluto) uno spreco di denaro pubblico. E che spreco. Con le presidenze arriveranno l’aumento dell’indennità di carica, segreterie particolari, altri privilegi e spese ulteriori (per centinaia di migliaia di euro). Il tutto per accontentare e tenersi buoni, a spese dei contribuenti, i consiglieri della maggioranza e alcuni della minoranza.
Sfido a trovare un cittadino molisano che sappia cosa abbiano concretamente prodotto le Commissioni già esistenti. Ad esempio quella che si sta occupando (in che modo e con quali risultati?) da luglio scorso dell’influenza suina. Non a caso definita una «porcata, nel senso letterale della parola» dal consigliere Massimo Romano. Eppure il Quotidiano del Molise aveva titolato: «Si corre ai ripari con l’istituzione della Commissione d’inchiesta” e Quintino Pallante: «Va attuata in tempi rapidi. Siamo stati sollecitati dalla collettività e soprattutto dalle madri». Senza sprezzo del ridicolo!

I

ndubbiamente, come si vede, Nuovo Molise è il classico gatto nero (chi più di Ciarrapico) utile per acchiappare il topo (il perseguimento della legalità, dell’etica e della giustizia sociale [vedi il commento del 9 novembre 2009 – #12]).
Per me, pur di raggiungere l’obiettivo, che il gatto sia bianco o nero non fa alcuna differenza. Così come, a questo punto, mi è indifferente che Ciarrapico persegua sicuramente scopi personali.
Ritorniamo alla Petescia. Replicando al suo primo intervento In qualità di moglie (con la trasmissione del mio testo per e-mail all’indirizzo direttore@ilgiornaledelmolise.it, ore 14:48 del 29.10.2009, come da ricevuta in mio possesso) avevo già avuto modo di chiederle di chiarire cosa intendesse con la sua affermazione che mi «dimostro un abituale fornitore di Nuovo Molise», a meno che non si trattasse di un refuso e intendesse “fruitore”. Perché, ripeto, se fossi un fornitore sarebbe quanto mai strano che quel quotidiano non abbia utilizzato, evocando la “chiave giudiziaria”, le decine di notizie contenute nel libro stesso.
Preciso che non sono esperto di procedure e di codici, ma mi sento di affermare che sono tanti i “fatti”, meritevoli di approfondimento, riportati nel mio lavoro.
Si potrebbe lanciare una gara tra gli utenti di Cavalli Sanniti per chi ne scova di più. Naturalmente, propongo solo un gioco. Magari divertente. Anche se nel libro ho scritto:

la questione morale riguarda tutti i cittadini, anche (se non soprattutto) i magistrati. E invece, in un’apparente, fatalistica tranquillità, sembra che tutto proceda per il meglio. Chi osa chiedere se sia possibile che non esistano controlli, che non si facciano verifiche di fronte all’utilizzo dei fondi pubblici, che non si sappia quante decine di milioni di euro costano annualmente gli enti subregionali, viene visto come un fastidioso rompiscatole. Possibilmente da isolare. A volte le sentenze e gli atti della magistratura in genere sembra che non abbiano alcun valore giuridico in Molise. Basta ignorarli. E in proposito esiste una casistica molto nutrita […]. A volte si ha l’impressione che la vicinanza fisica e la contiguità, la promiscuità con i centri di potere costituisca un ostacolo per alcune categorie, come i magistrati, le forze dell’ordine, gli investigatori, per esercitare con rigore e imparzialità il loro dovere.
E poi se i “beneficiati” sono tanti (basta scorrere, ad esempio, il solo elenco, seppure molto, ma molto parziale dei consulenti) non è forse statisticamente possibile che alcuni di essi siano legati ad esponenti di dette categorie?

 

Prima di concludere, una domanda. La Petescia afferma di aver collaborato a Nuovo Molise fino a «quando Ciarrapico ha impresso una violenta sterzata alla linea editoriale del suo giornale, preceduta da un’aggressione alla mia persona apparentemente inspiegabile».
Perché lei, o meglio Iorio, invece di esercitarsi in querele da fare e ricevere, non ci spiegano i veri motivi della sterzata di Ciarrapico? Oppure gli stessi sono inconfessabili? Né è credibile quando affermano che non lo sanno o che sono «apparentemente inspiegabili».
Infine, riconosco alla Petescia di aver rettificato il tentativo di delegittimazione oggettivamente presente nel suo primo intervento, quando sosteneva che «sono in tanti a chiedersi come mai D’Ambrosio ometta la circostanza di aver usufruito in larga quantità di quegli stessi fondi, incarichi e progetti regionali messi violentemente alla berlina nel suo libro», e la ringrazio per l’invito a un confronto pubblico nella televisione che dirige. Sicuramente ne approfitterò (magari dopo la presentazione ufficiale del libro a Campobasso).

IL REGNO DEL MOLISE/1
IL REGNO DEL MOLISE/2

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novembre 10 2009

 BARBARA DENNERLEIN
 Sound Check at Eddie Lang Jazz Festival
 Monteroduni, Giardini del Castello Pignatelli
 24 agosto 2008



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novembre 8 2009

 MANUELA PETESCIA   
 IL REGNO DEL MOLISE/2

H

o letto con interesse la recensione del libro di Vinicio D’Ambrosio,
Il Regno del Molise, e il dibattito che ne è seguito, fino all’articolo di tale Morpheus riportato da Primonumero. Prima che le discussioni prendano altre strade o si disperdano, come spesso succede in questi casi, vorrei provare a chiarire qualche passaggio che mi riguarda direttamente.
Mi si contesta di aver definito il libro di D’Ambrosio “un restyling di articoli di stampa, in particolare di Nuovo Molise”. Ma siamo sicuri di aver letto tutti lo stesso libro?
Se sì, come si può contestare una caratteristica così lampante?                                

come ha polemizzato, senza smentita, il quotidiano «Nuovo Molise», p. 16; 
ha commentato il giorno successivo il quotidiano «Nuovo Molise», p. 18; 
riporta «Nuovo Molise» (23 maggio 2008), p. 23; 
conclude prosaicamente «Nuovo Molise», p. 23;
Forse si è trattato di un voto di scambio? («Nuovo Molise», 16 giugno 2007), p. 38;
Un altro incarico, secondo il quotidiano «Nuovo Molise» (15 aprile 2007), p. 43;
Scrive «Nuovo Molise», p. 43;
suggerisce «Nuovo Molise», p. 44.

Mi fermo a pag. 44. Ne rimangono altre 460.
In risposta alla mia perplessità, di fronte al fatto di non trovare alcun accenno alle numerose e gravissime vicende giudiziarie di Ciarrapico nel capitolo dedicato all’informazione regionale, di cui certamente Ciarrapico è protagonista, D’Ambrosio replica:

 

non mi sono soffermato più di tanto sulla diatriba infinita, con contorno di querele, tra il senatore ciociaro Ciarrapico e Iorio, Nuovo Molise e Telemolise, perché, in buona sostanza, nulla avrebbe aggiunto al suo contenuto, se non, magari, fomentare lo sconfinamento politico e civile che è sotto gli occhi di tutti.

 

Nel suo libro, uscito nell’agosto 2009, D’Ambrosio scrive: “«Nuovo Molise», diretto da Pino Cavuoti, dopo aver affiancato acriticamente Iorio per anni, si distingue oggi per le sue forti campagne di denuncia a favore della legalità” (pag. 332).
E qui c’è qualcosa che non quadra. Come è possibile che lo “sconfinamento politico e civile che è sotto gli occhi di tutti” non sia sotto gli occhi di D’Ambrosio, che addirittura fa assurgere Ciarrapico a paladino della legalità?
Mi si chiede perché non ho pubblicato la replica di D’Ambrosio al mio articolo uscito sul Quotidiano del Molise (28 ottobre 2009). La risposta è la più semplice: perché non l’ho mai ricevuta. Abbiamo speso una giornata intera, spulciando in tutti i server delle varie redazioni, per cercarne qualche traccia. Non c’era.
Una possibile spiegazione è che D’Ambrosio si sia limitato a riempire un form, senza accertarsi alla fine del buon esito dell’operazione. Cose che succedono tutti i giorni sul web, dai siti dei giornali a quelli della pubblica amministrazione, dai forum ai blog (e anche su Cavalli Sanniti).
Era il caso di gridare all’attentato alle norme deontologiche?
Alle insinuazioni dell’articolo di Morpheus non varrebbe neanche la pena di rispondere. Come si fa a lanciare in modo così sventato accuse di atteggiamenti mafiosi (con quel titolo: “I Picciotti”), ma anche solo a proporre accostamenti con i metodi di Feltri? Quale velina avrei diffuso, quale vergognosa accusa (perversioni sessuali, festini a luci rosse, trans) avrei lanciato a D’Ambrosio?
Riporto la nota letta nel nostro tg, il giorno in cui Vinicio D’Ambrosio pubblicò su Nuovo Molise le sue lamentele:

 

In merito ad un articolo apparso oggi su Nuovo Molise, nel quale Vinicio D’Ambrosio accusa il nostro direttore di non aver voluto pubblicare una sua nota, Manuela Petescia precisa quanto segue:
“Non ho ricevuto alcun articolo o comunicato a firma dell’amico Vinicio, né tantomeno una telefonata che ne sollecitasse la pubblicazione così come tante volte è avvenuto in passato. Magari poteva anche accertarsi delle sorti del suo comunicato, o replica che fosse.
Dovendo escludere senz’altro (conoscendolo) che D’Ambrosio abbia qualche responsabilità per le consuete speculazioni giornalistiche di Nuovo Molise
scrive ancora Manuela Petescia lo invito a inviare il suo documento all’indirizzo direttore@telemolise.com, con la più assoluta garanzia che sarà pubblicato.
Al tempo stesso
conclude il direttore invito D’Ambrosio a un confronto pubblico, nella televisione che mi onoro di dirigere, in modo da avviare il dibattito da lui stesso auspicato e verificare anche l’attendibilità e la serietà se ve ne fosse ancora bisogno di certi giornalisti della domenica”.

 

Sarebbe questo l’atteggiamento mafioso?

L’

accusa di aver collaborato, anni fa, con Nuovo Molise.
Ho cominciato ad essere ospitata da Nuovo Molise negli anni in cui il direttore del giornale era Antonio Sorbo. Ricordo ancora il titolo del mio primo intervento: “Il ritorno della balena bianca”.
Editorialisti del quotidiano erano all’epoca Giuseppe Tabasso e Antonio Ruggieri.  
La collaborazione (sempre gratuita e senza alcun vincolo di dipendenza) è proseguita con le direzioni di Angelo Perfetti e del compianto Gianni Tomeo.
Quando Ciarrapico ha impresso una violenta sterzata alla linea editoriale del suo quotidiano, preceduta da un’aggressione alla mia persona apparentemente inspiegabile, il distacco è stato naturale. Il resto è storia di oggi. Ma tra il quotidiano al quale ho collaborato e quello attuale (oggetto di una disistima sincera e mai nascosta) c’è una differenza enorme.
L’accusa di volermi sottrarre alla disamina del libro di D’Ambrosio è una solenne idiozia, contraddetta dai fatti, visto che ho già invitato l’autore dagli schermi della mia televisione.

 

invito D’Ambrosio a un confronto pubblico, nella televisione che mi onoro di dirigere, in modo da avviare il dibattito da lui stesso auspicato.  

Molte, anzi, delle informazioni contenute nel libro sono già state oggetto di trasmissioni (l’art. 15, la sanità, il debito ecc.). Si potrà obiettare sulla base delle convinzioni e della appartenenze politiche di ciascuno  della giustezza degli argomenti, dell’efficacia delle prove e dei documenti da noi presentati in decine di occasioni, servizi, interviste. Ma certo non si può parlare di un rifiuto di affrontare i singoli argomenti e di conseguenti tentativi di depistaggio.
Questo vale anche per il libro di D’Ambrosio, che secondo me rimane (in questo confermo la mia prima impressione) un collage ben confezionato di vecchi articoli. L’autore avrà fatto anche bene a raccoglierli e ad ordinarli, e gli si deve riconoscere il merito di “Ma di più, sinceramente, non mi riesce di trovare.
Sulle presunte insinuazioni che avrei fatto nei confronti di D’Ambrosio, per la compatibilità intellettuale e forse anche etica del suo atteggiamento così fortemente critico, si tratta di cose che andranno tutte verificate e non ne mancherà occasione. Magari proprio organizzando un dibattito televisivo.
Del resto l’importanza dell’argomento, e la sua delicatezza, sono stare recepite per prime dallo stesso autore del libro, che ha tenuto ad escludere qualsiasi compromissione con il “sistema”. Si vede che anche per lui si tratta di un aspetto importante, perché riguarda quella cosa fondamentale che si chiama credibilità. 
Va chiarito però che non c’è da parte mia nessun tono dispregiativo o scandalistico, nessun ricorso allo gogna nei confronti di chi ha usufruito dei fondi regionali, ritenendo i finanziamenti voluti dalla regione criticabili nelle scelte (come qualsivoglia intervento dell’Ente Pubblico) ma sicuramente legittimi nella destinazione e nella gestione.
Il ragionamento portato avanti qualche tempo fa dallo stesso Tuono
tanto sulle piante officinali di Bagnoli, quanto sulla patata turchesca  rappresenta in tal senso un vero e proprio format universale su cui si potrebbe imbastire qualsivoglia logica dialettica: tesi, antitesi e sintesi.
Lungi da me, dunque, il fantomatico tentativo di delegittimare l’autore accusandolo di far parte dello stesso sistema “marcio” contro cui ha puntato il dito.
È un sistema a mio avviso “contestabile”, non “disonesto” come il clamoroso sottotitolo del libro vorrebbe far capire. Perché alla fine, che io sappia, di scandali o inchieste giudiziarie sulla gestione politica dei fondi per il terremoto e sull’articolo 15, o sugli sprechi della sanità, non vi è traccia.

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ottobre 28 2009

MACCHERONI

Prendete il senatore Maciste un vero purosangue della politica  che all’ippodromo delle Capannelle, a Roma, si è incontrato per una sessione di trotto con il cavallo Ribot. Il prossimo anno, i due, faranno coppia fissa nei principali premi ippici internazionali, dall’«Arc de Triomphe» al «King George and Queen Elizabeth stakes»”. (Corrado Sala, «Nuovo Molise», 23 ottobre 2009)
..................................................

È

 sempre divertente, e anche abbastanza istruttivo, seguire le sorti di Corrado Sala quando si avventura al di fuori dei suoi soliti sentieri  (i clichés di Fortebraccio, la battuta più o meno da commedia dell’arte, l’insulto puro e semplice ecc. ecc.) e prova a pescare da qualche repertorio extravagante.
Divertente, perché si assiste alla metamorfosi di chi, volendo presentare le parodie di personaggi politici, mostra prima di tutto la parodia dello scrittore satirico, ossia di sé stesso.
Istruttivo, perché si evince tutta l’approssimazione, diciamo pure la maccheronicità, la familiarità esibita, nient’affatto reale, con la materia che si vuole andare a trattare.
In questo caso, nientemeno che l’ippica. Faccenda della quale Corrado Sala, o meglio Pasquale Di Bello, dimostra di non avere la più vaga pratica.
Stake, in inglese, è femminile. Significa corsa a premi. Perciò la coppia in questione non andrà, eventualmente, “al
King George and Queen Elizabeth stakes”, ma alle King George and Queen Elizabeth Stakes. E all’ippodromo delle Capannelle non si fanno corse al trotto: l’ippodromo giusto, nella capitale, si chiama Tor di Valle.
Ribot non può fare sessioni di trotto per la semplice ragione che non è un cavallo trottatore. E se fosse un trottatore non sarebbe un purosangue.
Inutile spiegare le differenze (di origine, di selezione, genetiche ecc.).
Basti dire che il trottatore, trotta; il purosangue, galoppa. Il trottatore traina un carretto, detto sulky, con un uomo alla guida; il galoppatore ha un uomo, detto fantino, in groppa. E fra i due, agonisticamente parlando, c’è una differenza di 15 km orari.
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ottobre 16 2009

ANTOLOGIA

«

Se eravamo al servizio di Iorio, un esempio per tutti,
avremmo dovuto pubblicare le decine e decine di prese di posizione
arrivate contro Nuovo Molise. Invece non ne abbiamo pubblicata una».
(Enzo Luongo, «Primapagina», 14 ottobre 2009)

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ottobre 14 2009



da una documentazione vastissima» e integrata da un’appendice tutta dedicata alle consulenze distribuite dai vari apparati della Regione Molise e corredata di nomi, cognomi, importi, incarichi.
Il tema del libro è

Non sapremmo dire se il modello alternativo proposto da D’Ambrosio, “fondato sulle regole, sull’etica, sull’interesse collettivo”, abbia un qualche valore realistico, proprio alla luce della mutazione antropologica così sinteticamente e sapientemente tracciata dall’Autore. Probabilmente (a parte le moltissime riserve che si possono avere anche sul modello definito ciresiano) non lo ha, e quando pure lo avesse, non sarebbe un valore politico.


qualunquismo che diventa sfiducia generica verso i soggetti della politica e si trasforma in rifiuto dei partiti e delle istituzioni in genere, viste come qualcosa di lontano, comunque di dannoso e di ingiusto.

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categoria:libri, vinicio d’ambrosio, il regno del molise
ottobre 13 2009

VOLUMI DIPLOMATICI E RISTAMPE DORATE

«

Prima settimana di agosto, non è tempo di ferie per la politica molisana impegnata su tutti i fronti. Si susseguono le proteste che ormai passano anche inosservate: i precari della scuola, gli operatori sanitari senza stipendio, i forestali che non riescono ad arrivare alle 151 giornate, gli operai delle tante aziende che stanno per chiudere.
La politica non può andare in ferie, non deve. Per rispetto di chi ha bisogno di risposte. E così, in questo quadro drammatico, la Giunta regionale decide di investire la modica cifra di 75mila euro per l’acquisto di mille copie del «volume diplomatico Orbicolare ‘Molise, dove la natura è ricca di storia’».
Non è uno scherzo: è tutto scritto nero su bianco. La delibera è la numero 822, tutti gli assesssori sono presenti. Oggetto dell’atto giuntale redatto il 3 agosto? «Fornitura materiale editoriale-Impegno di spesa». Vago, vaghissimo. Per questo incuriosisce.
La cifra è arrotondata per difetto perché l’impegno di spesa è di 74mila 260 euro.
Ma perché la Regione è così interessata? «Considerato che l’amministrazione regionale riserva particolare attenzione alle attività di carattere culturale e istituzionale contribuendo tra l’altro ad iniziative editoriali che investono il territorio regionale, vista la proposta formulata dall’editoriale ‘L’Orbicolare’ di Milano per la ristampa del volume diplomatico Orbicolare ‘Molise, dove la natura è ricca di storia’, viste le relazioni del responsabile ufficio stampa e del portavoce dell’ufficio stampa, vista la particolare rilevanza dell’opera » meglio prenotarne 1000 da distribuire alle Istituzioni e alle biblioteche.
Il volume, che ha solo 108 facciate, costa 100 euro: impressioni in oro a caldo, copertina cartonata, rivestimento in seta. Autore: Natalino Paone».
(wb, «Nuovo Molise», 11 ottobre 2009) 
 

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ottobre 2 2009

  

Recupero Urbano part II Write for Peace

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omenica 4 ottobre, presso il Terminal degli autobus di Campobasso, si terrà il secondo raduno di Writers locali e provenienti da diverse parti d’Italia.
Il tema sarà quello della pace, vista l’imminente partenza della marcia mondiale della pace prevista per il 2 ottobre. Gli artisti della bomboletta metteranno a disposizione la propria arte per recuperare un’area abbandonata all’incuria, uno spazio di tutti, il non luogo.  
Il primo intervento di recupero urbano ha interessato il parcheggio superiore del terminal quando, nel mese di giugno, furono realizzati murales sul tema del Corpus domini. Questa volta, l’area interessata dai lavori artistici è stata individuata nei due grossi muri posteriori alla struttura servizi del terminal, ormai abbandonata all’incuria da anni. L’evento sarà accompagnato da performance di breakdance.
Venite in bicicletta!!! (Associazione Malatesta)

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settembre 28 2009

SBARCHI

«

L’imprenditore molisano è stato accolto e ricevuto dal Primo Ministro Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, dal Ministro per la promozione degli investimenti Maty Mint Hamady, dal Ministro delle Finanze Kane Ousmane, dal Ministro degli Affari Economici e dello Sviluppo Economico Sidi Ould Tah, dal Ministro della Pesca e dell’Economia Marittima Ghadfna Ould Ehih». (Remo Perna sbarca in Africa, «Il Quotidiano del Molise», 23 settembre 2009)

 

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