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Domenico Donatone
La poesia dialettale molisana
I parte | II parte | III parte (pdf)
http://www.retididedalus.it/area.htm
(Fotografia da: Civiltà contadina e tradizioni popolari)
VINICIO D’AMBROSIO
IL REGNO DEL MOLISE/3
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ndubbiamente, come si vede, Nuovo Molise è il classico gatto nero (chi più di Ciarrapico) utile per acchiappare il topo (il perseguimento della legalità, dell’etica e della giustizia sociale [vedi il commento del 9 novembre 2009 – #12]).
Per me, pur di raggiungere l’obiettivo, che il gatto sia bianco o nero non fa alcuna differenza. Così come, a questo punto, mi è indifferente che Ciarrapico persegua sicuramente scopi personali.
Ritorniamo alla Petescia. Replicando al suo primo intervento In qualità di moglie (con la trasmissione del mio testo per e-mail all’indirizzo direttore@ilgiornaledelmolise.it, ore 14:48 del 29.10.2009, come da ricevuta in mio possesso) avevo già avuto modo di chiederle di chiarire cosa intendesse con la sua affermazione che mi «dimostro un abituale fornitore di Nuovo Molise», a meno che non si trattasse di un refuso e intendesse “fruitore”. Perché, ripeto, se fossi un fornitore sarebbe quanto mai strano che quel quotidiano non abbia utilizzato, evocando la “chiave giudiziaria”, le decine di notizie contenute nel libro stesso.
Preciso che non sono esperto di procedure e di codici, ma mi sento di affermare che sono tanti i “fatti”, meritevoli di approfondimento, riportati nel mio lavoro.
Si potrebbe lanciare una gara tra gli utenti di Cavalli Sanniti per chi ne scova di più. Naturalmente, propongo solo un gioco. Magari divertente. Anche se nel libro ho scritto:
la questione morale riguarda tutti i cittadini, anche (se non soprattutto) i magistrati. E invece, in un’apparente, fatalistica tranquillità, sembra che tutto proceda per il meglio. Chi osa chiedere se sia possibile che non esistano controlli, che non si facciano verifiche di fronte all’utilizzo dei fondi pubblici, che non si sappia quante decine di milioni di euro costano annualmente gli enti subregionali, viene visto come un fastidioso rompiscatole. Possibilmente da isolare. A volte le sentenze e gli atti della magistratura in genere sembra che non abbiano alcun valore giuridico in Molise. Basta ignorarli. E in proposito esiste una casistica molto nutrita […]. A volte si ha l’impressione che la vicinanza fisica e la contiguità, la promiscuità con i centri di potere costituisca un ostacolo per alcune categorie, come i magistrati, le forze dell’ordine, gli investigatori, per esercitare con rigore e imparzialità il loro dovere.
E poi se i “beneficiati” sono tanti (basta scorrere, ad esempio, il solo elenco, seppure molto, ma molto parziale dei consulenti) non è forse statisticamente possibile che alcuni di essi siano legati ad esponenti di dette categorie?
Prima di concludere, una domanda. La Petescia afferma di aver collaborato a Nuovo Molise fino a «quando Ciarrapico ha impresso una violenta sterzata alla linea editoriale del suo giornale, preceduta da un’aggressione alla mia persona apparentemente inspiegabile».
Perché lei, o meglio Iorio, invece di esercitarsi in querele da fare e ricevere, non ci spiegano i veri motivi della sterzata di Ciarrapico? Oppure gli stessi sono inconfessabili? Né è credibile quando affermano che non lo sanno o che sono «apparentemente inspiegabili».
Infine, riconosco alla Petescia di aver rettificato il tentativo di delegittimazione oggettivamente presente nel suo primo intervento, quando sosteneva che «sono in tanti a chiedersi come mai D’Ambrosio ometta la circostanza di aver usufruito in larga quantità di quegli stessi fondi, incarichi e progetti regionali messi violentemente alla berlina nel suo libro», e la ringrazio per l’invito a un confronto pubblico nella televisione che dirige. Sicuramente ne approfitterò (magari dopo la presentazione ufficiale del libro a Campobasso).
IL REGNO DEL MOLISE/1
IL REGNO DEL MOLISE/2
BARBARA DENNERLEIN
Sound Check at Eddie Lang Jazz Festival
Monteroduni, Giardini del Castello Pignatelli
24 agosto 2008
MANUELA PETESCIA
IL REGNO DEL MOLISE/2
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non mi sono soffermato più di tanto sulla diatriba infinita, con contorno di querele, tra il senatore ciociaro Ciarrapico e Iorio, Nuovo Molise e Telemolise, perché, in buona sostanza, nulla avrebbe aggiunto al suo contenuto, se non, magari, fomentare lo sconfinamento politico e civile che è sotto gli occhi di tutti.
Nel suo libro, uscito nell’agosto 2009, D’Ambrosio scrive: “«Nuovo Molise», diretto da Pino Cavuoti, dopo aver affiancato acriticamente Iorio per anni, si distingue oggi per le sue forti campagne di denuncia a favore della legalità” (pag. 332).
E qui c’è qualcosa che non quadra. Come è possibile che lo “sconfinamento politico e civile che è sotto gli occhi di tutti” non sia sotto gli occhi di D’Ambrosio, che addirittura fa assurgere Ciarrapico a paladino della legalità?
Mi si chiede perché non ho pubblicato la replica di D’Ambrosio al mio articolo uscito sul Quotidiano del Molise (28 ottobre 2009). La risposta è la più semplice: perché non l’ho mai ricevuta. Abbiamo speso una giornata intera, spulciando in tutti i server delle varie redazioni, per cercarne qualche traccia. Non c’era.
Una possibile spiegazione è che D’Ambrosio si sia limitato a riempire un form, senza accertarsi alla fine del buon esito dell’operazione. Cose che succedono tutti i giorni sul web, dai siti dei giornali a quelli della pubblica amministrazione, dai forum ai blog (e anche su Cavalli Sanniti).
Era il caso di gridare all’attentato alle norme deontologiche?
Alle insinuazioni dell’articolo di Morpheus non varrebbe neanche la pena di rispondere. Come si fa a lanciare in modo così sventato accuse di atteggiamenti mafiosi (con quel titolo: “I Picciotti”), ma anche solo a proporre accostamenti con i metodi di Feltri? Quale velina avrei diffuso, quale vergognosa accusa (perversioni sessuali, festini a luci rosse, trans) avrei lanciato a D’Ambrosio?
Riporto la nota letta nel nostro tg, il giorno in cui Vinicio D’Ambrosio pubblicò su Nuovo Molise le sue lamentele:
In merito ad un articolo apparso oggi su Nuovo Molise, nel quale Vinicio D’Ambrosio accusa il nostro direttore di non aver voluto pubblicare una sua nota, Manuela Petescia precisa quanto segue:
“Non ho ricevuto alcun articolo o comunicato a firma dell’amico Vinicio, né tantomeno una telefonata che ne sollecitasse la pubblicazione così come tante volte è avvenuto in passato. Magari poteva anche accertarsi delle sorti del suo comunicato, o replica che fosse.
Dovendo escludere senz’altro (conoscendolo) che D’Ambrosio abbia qualche responsabilità per le consuete speculazioni giornalistiche di Nuovo Molise – scrive ancora Manuela Petescia – lo invito a inviare il suo documento all’indirizzo direttore@telemolise.com, con la più assoluta garanzia che sarà pubblicato.
Al tempo stesso – conclude il direttore – invito D’Ambrosio a un confronto pubblico, nella televisione che mi onoro di dirigere, in modo da avviare il dibattito da lui stesso auspicato e verificare anche l’attendibilità e la serietà – se ve ne fosse ancora bisogno – di certi giornalisti della domenica”.
Sarebbe questo l’atteggiamento mafioso?
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invito D’Ambrosio a un confronto pubblico, nella televisione che mi onoro di dirigere, in modo da avviare il dibattito da lui stesso auspicato.
Molte, anzi, delle informazioni contenute nel libro sono già state oggetto di trasmissioni (l’art. 15, la sanità, il debito ecc.). Si potrà obiettare – sulla base delle convinzioni e della appartenenze politiche di ciascuno – della giustezza degli argomenti, dell’efficacia delle prove e dei documenti da noi presentati in decine di occasioni, servizi, interviste. Ma certo non si può parlare di un rifiuto di affrontare i singoli argomenti e di conseguenti tentativi di depistaggio.
Questo vale anche per il libro di D’Ambrosio, che secondo me rimane (in questo confermo la mia prima impressione) un collage ben confezionato di vecchi articoli. L’autore avrà fatto anche bene a raccoglierli e ad ordinarli, e gli si deve riconoscere il merito di “Ma di più, sinceramente, non mi riesce di trovare.
Sulle presunte insinuazioni che avrei fatto nei confronti di D’Ambrosio, per la compatibilità intellettuale e forse anche etica del suo atteggiamento così fortemente critico, si tratta di cose che andranno tutte verificate e non ne mancherà occasione. Magari proprio organizzando un dibattito televisivo.
Del resto l’importanza dell’argomento, e la sua delicatezza, sono stare recepite per prime dallo stesso autore del libro, che ha tenuto ad escludere qualsiasi compromissione con il “sistema”. Si vede che anche per lui si tratta di un aspetto importante, perché riguarda quella cosa fondamentale che si chiama credibilità.
Va chiarito però che non c’è da parte mia nessun tono dispregiativo o scandalistico, nessun ricorso allo gogna nei confronti di chi ha usufruito dei fondi regionali, ritenendo i finanziamenti voluti dalla regione criticabili nelle scelte (come qualsivoglia intervento dell’Ente Pubblico) ma sicuramente legittimi nella destinazione e nella gestione.
Il ragionamento portato avanti qualche tempo fa dallo stesso Tuono – tanto sulle piante officinali di Bagnoli, quanto sulla patata turchesca – rappresenta in tal senso un vero e proprio format universale su cui si potrebbe imbastire qualsivoglia logica dialettica: tesi, antitesi e sintesi.
Lungi da me, dunque, il fantomatico tentativo di delegittimare l’autore accusandolo di far parte dello stesso sistema “marcio” contro cui ha puntato il dito.
È un sistema a mio avviso “contestabile”, non “disonesto” come il clamoroso sottotitolo del libro vorrebbe far capire. Perché alla fine, che io sappia, di scandali o inchieste giudiziarie sulla gestione politica dei fondi per il terremoto e sull’articolo 15, o sugli sprechi della sanità, non vi è traccia.
MACCHERONI
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ANTOLOGIA
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da una documentazione vastissima» e integrata da un’appendice tutta dedicata alle consulenze distribuite dai vari apparati della Regione Molise e corredata di nomi, cognomi, importi, incarichi.
Il tema del libro è
Non sapremmo dire se il modello alternativo proposto da D’Ambrosio, “fondato sulle regole, sull’etica, sull’interesse collettivo”, abbia un qualche valore realistico, proprio alla luce della mutazione antropologica così sinteticamente e sapientemente tracciata dall’Autore. Probabilmente (a parte le moltissime riserve che si possono avere anche sul modello definito ciresiano) non lo ha, e quando pure lo avesse, non sarebbe un valore politico.
qualunquismo che diventa sfiducia generica verso i soggetti della politica e si trasforma in rifiuto dei partiti e delle istituzioni in genere, viste come qualcosa di lontano, comunque di dannoso e di ingiusto.
VOLUMI DIPLOMATICI E RISTAMPE DORATE
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Prima settimana di agosto, non è tempo di ferie per la politica molisana impegnata su tutti i fronti. Si susseguono le proteste che ormai passano anche inosservate: i precari della scuola, gli operatori sanitari senza stipendio, i forestali che non riescono ad arrivare alle 151 giornate, gli operai delle tante aziende che stanno per chiudere.
La politica non può andare in ferie, non deve. Per rispetto di chi ha bisogno di risposte. E così, in questo quadro drammatico, la Giunta regionale decide di investire la modica cifra di 75mila euro per l’acquisto di mille copie del «volume diplomatico Orbicolare ‘Molise, dove la natura è ricca di storia’».
Non è uno scherzo: è tutto scritto nero su bianco. La delibera è la numero 822, tutti gli assesssori sono presenti. Oggetto dell’atto giuntale redatto il 3 agosto? «Fornitura materiale editoriale-Impegno di spesa». Vago, vaghissimo. Per questo incuriosisce.
La cifra è arrotondata per difetto perché l’impegno di spesa è di 74mila 260 euro.
Ma perché la Regione è così interessata? «Considerato che l’amministrazione regionale riserva particolare attenzione alle attività di carattere culturale e istituzionale contribuendo tra l’altro ad iniziative editoriali che investono il territorio regionale, vista la proposta formulata dall’editoriale ‘L’Orbicolare’ di Milano per la ristampa del volume diplomatico Orbicolare ‘Molise, dove la natura è ricca di storia’, viste le relazioni del responsabile ufficio stampa e del portavoce dell’ufficio stampa, vista la particolare rilevanza dell’opera » meglio prenotarne 1000 da distribuire alle Istituzioni e alle biblioteche.
Il volume, che ha solo 108 facciate, costa 100 euro: impressioni in oro a caldo, copertina cartonata, rivestimento in seta. Autore: Natalino Paone».
(wb, «Nuovo Molise», 11 ottobre 2009)

Recupero Urbano part II – Write for Peace
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omenica 4 ottobre, presso il Terminal degli autobus di Campobasso, si terrà il secondo raduno di Writers locali e provenienti da diverse parti d’Italia.
Il tema sarà quello della pace, vista l’imminente partenza della marcia mondiale della pace prevista per il 2 ottobre. Gli artisti della bomboletta metteranno a disposizione la propria arte per recuperare un’area abbandonata all’incuria, uno spazio di tutti, il non luogo.
Il primo intervento di recupero urbano ha interessato il parcheggio superiore del terminal quando, nel mese di giugno, furono realizzati murales sul tema del Corpus domini. Questa volta, l’area interessata dai lavori artistici è stata individuata nei due grossi muri posteriori alla struttura servizi del terminal, ormai abbandonata all’incuria da anni. L’evento sarà accompagnato da performance di breakdance.
Venite in bicicletta!!! (Associazione Malatesta)
SBARCHI
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L’imprenditore molisano è stato accolto e ricevuto dal Primo Ministro Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, dal Ministro per la promozione degli investimenti Maty Mint Hamady, dal Ministro delle Finanze Kane Ousmane, dal Ministro degli Affari Economici e dello Sviluppo Economico Sidi Ould Tah, dal Ministro della Pesca e dell’Economia Marittima Ghadfna Ould Ehih». (Remo Perna sbarca in Africa, «Il Quotidiano del Molise», 23 settembre 2009)